<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181</id><updated>2012-01-21T12:20:31.210-08:00</updated><category term='Estate a Bucarest - Vară în București'/><category term='racconti'/><category term='libero pensiero'/><category term='perchè a Bucarest scrivo poesie? de ce în București scriu poezii?'/><category term='san pietroburgo. un cassetto dell&apos;anima'/><category term='traduzioni'/><title type='text'>tamanilfantastico</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>24</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-940044142451138598</id><published>2012-01-11T00:34:00.000-08:00</published><updated>2012-01-11T04:00:42.769-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='perchè a Bucarest scrivo poesie? de ce în București scriu poezii?'/><title type='text'>10/01</title><content type='html'>non attraverso mai la strada con leggerezza,&lt;br /&gt;le strade di bucarest,&lt;br /&gt;urla e silenzio.&lt;br /&gt;c’era un vecchio sul bulevard che si specchiava nella&lt;br /&gt;parete a vetri di un casinò e nello specchio&lt;br /&gt;rifletteva lo sguardo di un incontro imminente.&lt;br /&gt;occhi sgranati&lt;br /&gt;stupiti.&lt;br /&gt;si aggiustava la cravatta.&lt;br /&gt;l’aria ha un odore aspro a fiutarla.&lt;br /&gt;la fiuto a inspirarla, in profondità come un ingoio,&lt;br /&gt;e te lo assicuro,&lt;br /&gt;i cambiamenti sono masse di uomini&lt;br /&gt;che sudano e sputano sangue.&lt;br /&gt;(la frenesia dei cambiamenti).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-940044142451138598?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/940044142451138598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=940044142451138598' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/940044142451138598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/940044142451138598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2012/01/1001.html' title='10/01'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-6952681249398801896</id><published>2011-11-11T16:11:00.000-08:00</published><updated>2012-01-11T02:16:40.518-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><title type='text'>Resa. il giardino sul 13° parallelo</title><content type='html'>Fronte alta. Pentimento. Occhi bassi. &lt;br /&gt;Avevi le lenti a contatto ieri sera. &lt;br /&gt;Occhi belli.&lt;br /&gt;Il fumo te le seccavano sotto le palpebre, mi sembra. Non facevi altro che stropicciarti gli occhi ieri sera, ad ogni risposta, meccanicamente.&lt;br /&gt;Un tic nervoso, oppure volevi scavarteli fuori dalle orbite.&lt;br /&gt;Io scavo, tu scavi.&lt;br /&gt;Lei scava una bella fossa profonda per buttarci dentro la roba vecchia, anche se di roba ne ha molta, anche se non ha davvero nessun senso sotterrare scarponi sfondati, magliette stinte, quaderni… non viene fuori niente in superficie, lo so io, lo sai tu, ma lei ha deciso che il giardino di casa nuova deve servire anche a questo. Depositarci le cose, restituirle in un certo modo dice. Come se fossero fatte di legno o d’acqua piovana.&lt;br /&gt;Ha anche deciso di coltivarci il basilico e i pomodori.&lt;br /&gt;Vorrebbe un bel giardino, mi ha detto l’altra volta, dopo che l’ho aiutata a finire il trasloco. &lt;br /&gt;Un fatto non trascurabile essere l’unica ad avere la patente.&lt;br /&gt;Un mucchietto di cartoni mezzi aperti. Vestiti, piatti, libri, bicchieri avvolti nella carta velina. Alla fine mi ha ringraziato con spiedini e vino caldo annegato di cannella, una pessima accoppiata.&lt;br /&gt;Dopo cena ha cominciato a svuotare i cartoni, trascinarli e sistemarli senza mai togliersi i tacchi a spillo, inchiodando su e giù per casa la sua voce da lontano, che rimbombava nella mia. L’effetto delle case vuoto. Certi lo chiamano eco.&lt;br /&gt;Vederla così, a calcolare lo spazio per i mobili, a trascinarmi per tutti gli angoli della casa -due stanze, cesso e cucinino in croce, a parlare di tende, colori e arredamento, quella volta me l’ha fatta quasi odiare, e sai che non ci vuole molto.&lt;br /&gt;Che io e lei, a parte te, non abbiamo mai condiviso niente. E poi anche per te, non ti abbiamo avuto nello stesso modo. &lt;br /&gt;E quanto ti amava gesù! Ti amava ancora a ottobre, quando vi siete rivisti, e anch’io ho amato quella sera. Stesso periodo, stesso identico posto, anch’io ti amavo ma tu, cazzo, eri solo capace di chiedermi scusa.&lt;br /&gt;Però non è per dirti questo che ho voluto vederti Ion. Era per Anca e quel suo maledetto giardino. Mi fa pena.&lt;br /&gt;Alla fine sta diventando una merda di cimitero, ci sta sotterrando tutto, perfino la fisarmonica. Io l’avrei tenuta quella, e per inciso - solo la tua ex poteva mettere sottoterra uno strumento musicale! Uno deve stare fuori di testa per sotterrare quasi tutto quello che ha, come una caccia al tesoro in cui non si vince niente. &lt;br /&gt;Alla fine sono cose che qualcuno non ha più voluto. &lt;br /&gt;Messa così in effetti non è tanto assurdo sotterrarle. Per lo meno gli dai un posto. È per questo che ho voluto parlarti, perché credo che tu debba andarci da lei, farti un giro in casa e uscire in giardino. E in giardino dovrai darti da fare Ion, perché quella roba è come se fosse tua. Non che sia roba tua, però ha a che fare con te, ed è meglio se te ne rendi conto, ed è meglio se vai da lei. &lt;br /&gt;Io credo si sia arresa e che quello lì sotto è un bottino. E ora sto per darti una pacca sulla spalla perché hai un gran bel bottino, oltre agli scarponi sfondati! &lt;br /&gt;Lo so, è da non crederci, ed è stupefacente, però questa è una resa. &lt;br /&gt;È per qualcosa che mi ha detto - un contrappasso bestiale, diceva e poi un altro mucchio di sciocchezze sulla prima volta in cui ti ha visto e l’elettricità, l’istinto che non l’ha mai tradita. &lt;br /&gt;Lo sai come sono i discorsi di Anca, e non è che io l’ascoltassi così attentamente o con piacere, intendiamoci! &lt;br /&gt;Solo che, dopo il trasloco mi sono ritrovata il suo mazzo di riserva tra i tappetini dell’auto. L’avrò chiamata cinque o sei volte ma niente. Ero di strada, così ho fatto un salto a restituirle le chiavi. &lt;br /&gt;Mi ha aperto stravolta, sembrava in acido. Stava scavando e sotterrando. E vuoi tirare a indovinare perché non rispondeva? In ogni caso, mi ha fatto un caffé e ce lo siamo bevuto osservando quel campo minato di fosse, ed era strano, pieno di sentimenti come se lì sotto riposassero per davvero delle anime. &lt;br /&gt;E poi si è messa a parlare di te e di tutto quel dolore che non sapeva più dove stipare. &lt;br /&gt;Rifiuto, distanza, chiusura. Questo era l’ordine se non sbaglio oppure forse c’era prima la distanza del rifiuto… in ogni caso, di colpo mi fa&lt;br /&gt;- dimmelo tu, tu che faresti? Lo so, niente di tutto questo probabilmente, però mi va bene lo stesso, anche se sei tu. Tanto di quel dolore da non poterne più. Per tirare a campare che faccio, me lo dici?&lt;br /&gt;A quel punto, senza fiatare, mi sono alzata e sono andata via. &lt;br /&gt;Non l’ho nemmeno guardata. Non so che faccia avesse, che espressione. &lt;br /&gt;Mi sono alzata e fissavo le tombe.&lt;br /&gt;Vorrei saperlo se c’è un altro modo senza tutto questo dolore. Vorrei sapere come arrivarci, con chi parlare per arrivarci, che farlo con me - cercare in me la direzione, è fiato sprecato. Lì c’è solo dolore, certe pietre miliari sporche di piscio e piene d’erba tenera come sulle provinciali. Le strade provinciali del Lazio, ad esempio. Io sto pensando a quelle, anche se è un riferimento che tu non puoi cogliere.&lt;br /&gt;E allora avanti, si cerca di andare avanti e immaginare altri riferimenti, oppure lasciarli perdere completamente, che alla fine sono inutili tutti. Qualcosa di nuovo aspetta la mia nuova vita a Bucarest, che allora diventerà nuova di zecca, fiammante. Sarà per questo che poi in auto sono scoppiata. A piangere sono scoppiata, di paura come un neonato. &lt;br /&gt;Di misura, perché non è ancora passata.&lt;br /&gt;Perché va sempre peggio.&lt;br /&gt;E mi allontano sempre di più. Da me. Da te e poi da tutto il resto.  &lt;br /&gt;É per questo che l’ho lasciata lì, perchè non posso capirlo da sola come si fa a non soffrire così tanto. Se lo sapessi, pensi che non lo farei? Se bastasse chiederlo a me, pensi non l’avrei già fatto? Sei pazzo, credi non l’abbia già fatto? &lt;br /&gt;La mia natura non è uno scherzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-6952681249398801896?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/6952681249398801896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=6952681249398801896' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/6952681249398801896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/6952681249398801896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2011/11/resa.html' title='Resa. il giardino sul 13° parallelo'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-866019517970165424</id><published>2011-10-29T14:50:00.000-07:00</published><updated>2011-10-29T15:03:28.908-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><title type='text'>Tutto quello che arrivi a capire</title><content type='html'>Sara L. usciva di casa sempre in anticipo. Una tipa precisa. &lt;br /&gt;Parole misurate, gesti corti, sguardi attenti.&lt;br /&gt;Una donna a cui non piacciono i complimenti, che teme i fraintendimenti e le promesse non mantenute, anche quando si fa tardi, troppo tardi, e tempo per le spiegazioni non ce n’è più. E nemmeno la voglia.&lt;br /&gt;E nemmeno lo spazio a dir la verità, anche se la famiglia L. continua ad incontrarsi ogni domenica fuori città, l’intera famiglia raccolta intorno al tavolo, intorno al cibo e ai pretesti di sangue, a raccontarsi successi e sfortune della settimana appena finita.  &lt;br /&gt;In questa storia, Sara L. ha 34 anni, un lavoro e un ex marito.&lt;br /&gt;È sabato mattina e la città sta ancora dormendo, oppure rincasa, barcolla per la strada, ride, prende un taxi, insomma, per lo più quello che ti aspetteresti da un venerdì notte metropolitano. E il cielo vira dal viola all’azzurra. E l’aria è gelida. Così gelida che taglia la faccia a Sara, appena uscita da quel portone che le sbatte alle spalle.&lt;br /&gt;In questa storia non succede niente e nemmeno gli imprevisti fanno più la differenza, e comunque Sara esce presto ogni mattina. Nemmeno una notte passata con uno sconosciuto fa più la differenza. Si tratta di semplice cronaca, misera cronaca di noia, amicizie, lavoro, bottiglie svuotate, sigarette svuotate, incontri casuali per l’appunto. Casualità della notte scorsa.&lt;br /&gt;Sara ride. Sara beve. Sara balla i grandi successi degli anni ’90 post comunisti.&lt;br /&gt;Sembra se la sia spassata la notte scorsa, venerdì notte passato al ClubA, vale a dire nella scappatoia  cuba libre a 6 lei, poca luce, molta gente, molti cuba libre. Nulla di nuovo in realtà, però l’aveva deciso all’improvviso. Era andata così:&lt;br /&gt;sei mesi prima Sara conosceva Constantin, un magrissimo, ironico e magnetico personaggio. Un casco di riccioli e voce fastidiosa, postura da bevitore, senso dell’umorismo. Sara rimane fulminata. Constantin è impegnato con un‘altra, storia quasi finita però. Lei lo vuole rivedere. Lui è introvabile e schivo come un randagio. Però due mesi dopo, all’improvviso, ricompare. Non si sa perché, solo ricompare. A Sara non sembra vero. In effetti va tutto troppo liscio. Poi sparisce ancora. Definitivamente ‘sta volta. Poi arriviamo al venerdì sera, quando Sara entra nel solito DessBar, ma diversamente dal solito, seduto al banco e mezzo coperto da tre o quattro amici, c’è Constantin. Lei finge di non vederlo e va al banco a prendere da bere. Lui la vede, la saluta, occhi pieni, gioia di rivedersi. Chiacchierano un po’. A Sara scoppia il cuore. E allora si va al ClubA.&lt;br /&gt;Ha deciso di dimenticarlo. Lo deve fare.&lt;br /&gt;Perché sparire vuol dire davvero rifiutare. Perché è stato e ora può anche passare.&lt;br /&gt;E allora avanti con i cuba libre e il sudaticcio attorcigliarsi di mani, di gambe, ed eventualmente anche di lingue in pista da ballo, a muoversi tutti all’unisono sui grandi successi degli anni ’90! &lt;br /&gt;La cronaca può continuare, scontata e indisturbata fino al fragore dei vetri che sbattono mentre il portone si chiude, mentre Sara accende l’ennesima sigaretta che non ha più la gola né il fiato di fumare, mentre diventa vera la storia del sesso con uno sconosciuto, vera ancora una volta, una volta di più.&lt;br /&gt;È successo davvero, è stato e ora può anche passare, essere dimenticato come tutto quello che non conta. Come quello che conta. &lt;br /&gt;Lei stava solo ballando quando Nick le si è avvicinato. Pensa un po’, uno straniero! &lt;br /&gt;La cronaca può continuare con gli attorcigliamenti di cui sopra, a cui segue l’espressione di Sara che stira un sorriso quando Nick le dice che sembra più giovane -la domanda sull’età arriva sempre, si chiama calcolo delle possibilità.&lt;br /&gt;Nick è liberiano, parla inglese e vuole fottere. Le offre da bere e in romeno è solo capace di dire che bella ragazza sia Sara. Patetico. Semplice. &lt;br /&gt;Ancora avanti, fino a quella lucky rossa fumata con leggera nausea, e quasi finita alle otto del mattino, l’ora in cui Bucarest scricchiola e i taxi sono liberi. Ora anche Sara monterà su un qualche taxi e in poco sarà a casa, scivolando sulle strade senza traffico del sabato mattina. &lt;br /&gt;Tornerà a casa e farà colazione, ancora un’altra sigaretta sotto le coperte e sentirà quel vuoto speciale post occasionale.&lt;br /&gt;Soprattutto, avrebbe pensato ai baci di Nick, morbidi di labbra africane, e al nulla assoluto che sentiva mentre anche lei lo baciava, fingendo coinvolgimento, per alimentare il gioco. E dopo aver spento l’ultima sigaretta prima di dormire, con la luce fuori e tutto il resto, avrebbe ricordato che mentre era lì, tra quelle labbra sconosciute e la folla, tutto quello che voleva era Constantin. Tutto quello che arrivava a capire era Constantin. &lt;br /&gt;Amore o ossessione non era così importante, non ci pensava neanche più, che con i pensieri lo consumava l’amore, a immaginarlo, a farci i conti con l’amore.&lt;br /&gt;D’altra parte, come le diceva spesso Laura, il bello della vita è esattamente quello che non sai e, banale ma vero, le infinite variabili. E anche se restava la nausea a ricordarle da dove veniva, Sara era ancora in taxi e fino a casa aveva almeno altri 5 minuti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-866019517970165424?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/866019517970165424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=866019517970165424' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/866019517970165424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/866019517970165424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2011/10/tutto-quello-che-arrivi-capire.html' title='Tutto quello che arrivi a capire'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-6846679112007563645</id><published>2011-10-10T11:59:00.000-07:00</published><updated>2011-10-10T12:02:24.368-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='perchè a Bucarest scrivo poesie? de ce în București scriu poezii?'/><title type='text'>ho capito che iniziava a settembre</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Re-zare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;fuori di qui di giorno come di notte&lt;br /&gt;tutto succede diversamente. &lt;br /&gt;ho sognato di non capire&lt;br /&gt;e il ticchettio della pioggia sembrava&lt;br /&gt;infinito.&lt;br /&gt;ho sognato di capire&lt;br /&gt;di poter almeno intuire i lineamenti di&lt;br /&gt;carne sotto il lenzuolo.&lt;br /&gt;scrivo di te, leggo di te&lt;br /&gt;in me&lt;br /&gt;entri ed esci attraverso&lt;br /&gt;me&lt;br /&gt;esisti in movimento&lt;br /&gt;in lontananza&lt;br /&gt;e Bucarest&lt;br /&gt;non mi è mai sembrata così bella&lt;br /&gt;fatta a pezzi&lt;br /&gt;ora&lt;br /&gt;da te.&lt;br /&gt;fuori da qui c’è tutto il resto&lt;br /&gt;tutto quello di cui non so.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Scrum&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;ogni sera sono sempre l’ultima&lt;br /&gt;a spegnere la luce.&lt;br /&gt;i miei pensieri gli ultimi a chiedere la porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Scrum*&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;con la luce alle  spalle&lt;br /&gt;sono solo una sagoma -mi riduco&lt;br /&gt;proiettata sul muro.&lt;br /&gt;senza profondità scivolo in ogni direzione&lt;br /&gt;e mi scompongo.&lt;br /&gt;senza profondità, senza attrito&lt;br /&gt;senza attrito contro il bianco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Greata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;ho un dannato male di vivere che&lt;br /&gt;mi sporca i sogni i pensieri&lt;br /&gt;il risveglio.&lt;br /&gt;sono diversa come sempre lo sono stata,&lt;br /&gt;sulla testa un notturno di Chopin&lt;br /&gt;nella testa solo il senso&lt;br /&gt;del rifiuto.&lt;br /&gt;ed è un rifiuto quotidiano,&lt;br /&gt;indimenticabile,&lt;br /&gt;nauseante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Indepartare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;lontana da tutto in un letto sconosciuto &lt;br /&gt;sono l’ultima creatura a cui&lt;br /&gt;arriva il tuo pensiero.&lt;br /&gt;dopo un viaggio l’ennesimo viaggio&lt;br /&gt;alla fine del quale nessuno&lt;br /&gt;mi aspetta, tu&lt;br /&gt;sei l’ultima creatura a cui&lt;br /&gt;arriva il mio pensiero&lt;br /&gt;                il guscio&lt;br /&gt;          per qualcosa che quasi non pronuncio più&lt;br /&gt;per paura che mi cada la lingua&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-6846679112007563645?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/6846679112007563645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=6846679112007563645' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/6846679112007563645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/6846679112007563645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2011/10/ho-capito-che-iniziava-settembre.html' title='ho capito che iniziava a settembre'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-7027470742434499003</id><published>2011-09-13T13:31:00.000-07:00</published><updated>2011-09-13T13:33:09.482-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><title type='text'>FoarteCute</title><content type='html'>Adrian era uno di quelli che ancora parlava di borghesia e passerelle sociali, con una memoria bestiale e mai carta assorbente in casa. &lt;br /&gt;Quando dico carta assorbente parlo di tovaglioli di carta, fazzoletti di carta, carta igienica. Se ti scappava a casa sua te ne assumevi la responsabilità e non perché pulirsi il culo è da borghesi, ma semplicemente ci sono diversi tipi di memoria.&lt;br /&gt;Diceva di aver smesso di bere. E diceva anche che di notte, ogni notte in cui ce ne andiamo a letto a dormire, facciamo un salto nel tempo, una regressione uterina. Niente metafore o porcherie amniotiche come pensavo all’inizio, perché quando Adrian dorme profondamente si rimpicciolisce per davvero. Una ciambella in mezzo al materasso. Un feto in un certo senso.&lt;br /&gt;L’ho guardato dormire per un bel pezzo quella volta, che poi è stata anche una delle ultime in cui mi ha detto che da lui di letti e divani vuoti ce n’erano tanti, neanche fosse stata una reggia quel bivani di Pipera in cui stava, nella zona industriale della città. Avevamo cenato insieme, visto un paio di film, fumato, parlato.&lt;br /&gt;Diceva che da piccolo era stato uno di quei ragazzini innamorati della madre, a cui mancava letteralmente il respiro quando la guardava muoversi, agire, vivere. Un po’ come capitava a me quando mi era accanto, quando eravamo a letto insieme, in silenzio e sincerità. L’ho amato, almeno quella notte a Pipera l’ho amato.&lt;br /&gt;Però non ha mai avuto molta importanza o molto senso, come non ne ha amare uno che quando dorme si arrotola fino a baciarsi la punta del pene e non lo lascia fare a te. E poi non ti lascia nemmeno spazio a letto, il più autoreferenziale possibile. Il più contenuto possibile, uno che ti bacia sulle labbra, con quelle belle labbra rotonde e imbronciate, e poi sparisce per settimane.&lt;br /&gt;Poi a un certo punto sparisci anche tu un paio di settimane, per qualche settimana, in viaggio, e anche a te manca la carta assorbente, un pacchetto di fazzoletti per esempio, più che sufficiente quando ti scappa in treno. &lt;br /&gt;Quello che mi manca è un ponte. Una volta l’ho trovato, un bel ponte alto che all’inizio aveva entrambi i capi invisibili, impossibili da riconoscere fino a quando non l’ho abbandonato per lanciarmi di sotto, il ponte di gesù cristo. Sono ancora qui a raccontarlo, ed è stato un volo, una caduta libera che mi ha sfracellato all’atterraggio. E sono ancora qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                   _______________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che mi manca è un ponte, un bel percorso dritto che mi porti fino a Pipera senza le congestioni stradali di Bucarest, le congestioni stradali che non esistono quando sei in treno, perché in treno c’è Mihai.&lt;br /&gt;Perché in treno c’è l’inesauribile serbatoio umano in cui si affollano le altre vite, vite diverse dalla tua.&lt;br /&gt;Mihai ha trentasette anni, una camicia bianca e una valigetta nera da PC portatile, perfetta per restare dritta in verticale sotto il sedile, dove la lascia subito, appena prende posto di fronte a me, a treno ancora fermo. Vado a Braila e anche Mihai ci va, per 4 ore che sembrano infinite.&lt;br /&gt;Mi dice qualcosa prima di lasciare la valigetta, qualcosa che non capisco. Ha la voce bassa, come rotta, come avesse passato la notte a gridare. Ha quel timbro di voce speciale, grave e impastato. Suadente, attraente. E quando parla sbatte le palpebre a lungo, come a filtrare le informazioni attraverso gli occhi, con gli occhi assicurarsi di aver capito, che ho capito cosa dice. E di cosa ne dice tante, strane, equivoche. Mihai parla come fosse un contrabbandiere (di automobili, pneumatici, alcool, c’è da immaginarsi un mondo sommerso) e allarga il sorriso quando confessa di parlare russo, per le russe e per la Trasnistria, l’arsenale nucleare dell’URSS mummuficata. E quella valigetta che non sposta più dal suolo, incastrata saldamente tra il sedile e il pavimento, che controlla di continuo, discreto, nervoso, senza sudare, come se potessi non rendermene conto. Siamo uno di fronte all’altro e Mihai mi sembra un uomo capace di chiedere scusa con serietà e rispetto. Un tipo losco malato di reni.&lt;br /&gt;Quando scendo è come se non l’avessi mai conosciuto. Sono sola e di notte la stazione di Braila fa paura. Per quanto banale, è terribilmente triste scendere da un treno e ricordare che non ci sarà nessuno ad aspettarti. In ogni caso sono appena le dieci di sera.&lt;br /&gt;È difficile non vuotare il bicchiere con la sete e il vuoto che ho.&lt;br /&gt;La luna stanotte è davvero quell’enorme disco bianco a cui tutta la scrittura umana ha dedicato due parole, nella grandezza piatta dello spazio aperto, delle fronde infinite che allungano il Danubio. &lt;br /&gt;È difficile descrivere le città secondarie sulla strada per Bucarest, con i teatri chiusi, le combinate in disuso, i mazzi di covrigi appesi alle braccia delle madri dietro i passeggini, dietro le falde dei cappelli, calcati in testa ai vecchi che giocano a dama per strada.&lt;br /&gt;Accendo ancora un’altra lucky rossa e tu Adrian, non sei altro che un mucchio di parole, una sconfitta, la forza che ci vuole per l’ennesimo colpo di spugna, di coda, di coccige, sotto una luna grande come non ne ricordo se non in Romania, il posto della maledizione sentimentale, personale, sentimentale.&lt;br /&gt;Una luna enorme dentro il cielo rosa.&lt;br /&gt;I miei sentimenti si fanno umidi prima di sparire, come la filettatura della cartina di cenere che lasci cadere sul fondo umido del piattino da caffè, gonfio di mozziconi. All’inizio non succede niente e poi di colpo, a bagnarsi si fa scura, si prepara a sparire, semplicemente, come cenere bagnata.&lt;br /&gt;Vorrei scrivere di te come scriverebbe un cane, con il muso annodato tra le lenzuola di un letto che non potrò mai chiamare nostro, sniffandoti riga dopo riga, in attenzione.&lt;br /&gt;E questo non è mai stato così vero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-7027470742434499003?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/7027470742434499003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=7027470742434499003' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/7027470742434499003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/7027470742434499003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2011/09/foartecute.html' title='FoarteCute'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-1968125397269010076</id><published>2011-09-12T13:05:00.000-07:00</published><updated>2011-10-10T12:04:05.579-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='perchè a Bucarest scrivo poesie? de ce în București scriu poezii?'/><title type='text'>09/09</title><content type='html'>L'autunno è arrivato tre ore fa e resterà &lt;br /&gt;ancora un po' su questa piccola città a forma di quartiere&lt;br /&gt;e colori da villaggio.&lt;br /&gt;e un corpo femminile a far-mi desiderare&lt;br /&gt;a muoversi dietro tutte le &lt;br /&gt;pareti di casa,&lt;br /&gt;nel mio,&lt;br /&gt;in silenzio&lt;br /&gt;come un cane che cammina tra i tavoli di una terrazza&lt;br /&gt;all'aperto&lt;br /&gt;e la luna&lt;br /&gt;perfettamente sbiancata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;o după-amiază&lt;br /&gt;caldă&lt;br /&gt;      și&lt;br /&gt;    limpede&lt;br /&gt;cu tine  &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-1968125397269010076?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/1968125397269010076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=1968125397269010076' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/1968125397269010076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/1968125397269010076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2011/09/0909.html' title='09/09'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-2406404728381599841</id><published>2011-09-10T07:33:00.001-07:00</published><updated>2011-09-10T07:38:57.968-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><title type='text'>Te iubescVezi? R-esistenza</title><content type='html'>Ti chiamo, ti chiedo di passare da me. &lt;br /&gt;È lunedì e tutto quello che voglio è ricordarmi di oggi. Riuscire a ricordarmi di oggi e  amarti sul serio, questo per esempio servirebbe, almeno questo vorrei riuscirlo a fare. &lt;br /&gt;Ho il mento stretto e la barba rada, non posso nascondermi né lasciare un segno, e nemmeno riesco a fregarmene. Ti amo lo vedi?&lt;br /&gt;Non lo vedi che ti amo, che mi sono innamorato di te dal primo momento, al primo sguardo, alla  prima parola? Che altro potrei dire, che altro diresti tu al mio posto, seduta al posto mio sul divano del salotto, proprio di fronte a me. E lo vedo come ti brillano gli occhi, che la voce ti esplode, e ancora oggi non sai come dirmelo, come mostrarmelo che mi ami, non lo vedi che ti amo?&lt;br /&gt;Sotto il letto, la sera lascio sempre un mucchio di foglio e una matita perché quando sto per addormentarmi i miei pensieri diventano più belli, grandiosi, così pieni di vapore e nebbia che potrei scrivere il capolavoro di sempre, cominciare a scriverlo e terminarlo nel sonno. Eppure tu hai solo 21 anni e le gambe belle e lunghe, e non ne capisci niente di poesia, di scrittura. &lt;br /&gt;Non ne sai niente della vita, cosa vuol dire, come si fa, come rovinartela in modo irreversibile. Prendi Anton, per esempio, vedi? È una gran persona e ha anche cuore, un bel cuore puro e grande, ironia, tanta di quella dolcezza ad allargargli le spalle, a irrobustirgli le cosce e il sorriso. Anton è una gran persona ma questa è la quarta estate che passa da solo, il terzo inverno, un bel mucchio di ore se ci pensi bene, tutto solo per un bel mucchio di ore…&lt;br /&gt;Ma alla fine tu che ne puoi sapere. &lt;br /&gt;Anche tu storci la bocca a pronunciare la solitudine, però non hai la data di scadenza come Anton. Il terzo inverno. La quarta estate. E anche se è vuota e in solitaria come le altre, se la sta godendo perché ha deciso, ha deciso che la prossima sarà diversa, non sarà la quinta, non sarà affatto. Chiude, e questo è tutto, e quando me l’ha detto, anche se non ho fiatato avevo la voce rotta. Me l’ha comunicato con tono geometrico, senza nemmeno un’increspatura.&lt;br /&gt;Quante volte l’avrà pensato, ripetuto, per saperlo così bene, per non avere più nemmeno un filo di emozione? Ma ci pensi cosa può diventare la vita di un uomo, quando un grand’uomo come Anton, uno che è sano e intelligente, arriva da te – da me allora – e ti dice che non ce la fa più, che si sente invisibile e non ce la fa più? È solo da così tanto che non si vergogna a dirti che vuole solo essere amato. Amato.&lt;br /&gt;E ora che ci penso, scusami per averti fatto venire qui di corsa per parlare di noi e ora ti racconto di Anton. Vedo che sei già alla terza sigaretta e credo aprirò la finestra che fuori c’è una bella aria estiva, e qui dentro troppo fumo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio più parlare di noi, perché se comincio tu finirai per andare via e non tornare più. &lt;br /&gt;Te la ricordi Loredana, l’ingegnere sposata con un ingegnere, l’abbiamo conosciuta in vacanza un’estate fa al mare. Solo l’estate scorsa e ora mi sembra un secolo. Banale lo so, nella forma e nella sostanza è un commento proprio banale.&lt;br /&gt;Anche lui se n’è andato. Il marito di Loredana dico, se n’è andato in Italia a lavorare e non è tornato più. Lei ora è a pezzi, l’ho incontrata per caso al convegno del mese scrorso, ci lavorava ed era distrutta. Mi ha detto che vuole andarlo a cercare e lo deve trovare, altrimenti si ammazza. Ha detto proprio così e in quel momento mi è squillato il cellulare, gesù! Come si fa a trovare una persona, la tua, quella che senza non puoi vivere, un uomo contro un paese intero?&lt;br /&gt;Anton per esempio non l’ha mai fatto né ha intenzione di farlo, però morirà lo stesso, per amore come lei. &lt;br /&gt;Lei lo andrà a cercare, ne sono sicuro. Metterà da parte i soldi, lascerà la figlia a qualche parente e se ne andrà a cercare l’amore della sua vita, e anche Anton dovrebbe partire. Anche Anton dovrebbe mollare tutto e sparire dalla circolazione e credo diventerebbe anche più bello, di una bellezza viva, camminante come la tua. Sei attraversata dalla bellezza tu, l’ho pensato subito, perché risplendi, sei come di madre perla, bianca e cangiante e dici che non devo avere paura a toccarti. Ma come faccio a non averne e come si fa ad avere sempre il coraggio adatto alle situazioni?&lt;br /&gt;Anton dovrebbe proprio andar via e allora rinascerebbe, perché sparire certe volte è meglio, semplicemente è meglio, andarsene fa bene alla salute quando lo sai che dietro la paura non hai più niente da offrire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo aprirò la porta ora, che fuori c’è una bella aria fresca, così se vuoi puoi andare. Non ti posso fermare qui ancora a lungo mi pare, alla fine scapperesti lo stesso, magari dal buco della serratura. Se apro la porta c’è più spazio, magari cambi idea.&lt;br /&gt;Ora che ci penso, ti amo così tanto che non sono mai riuscito a dirtelo.&lt;br /&gt;Alla fine, è per questo che te ne vai.&lt;br /&gt;Non l’hai mai visto, che ti amo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Te iubescVezi?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-2406404728381599841?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/2406404728381599841/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=2406404728381599841' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/2406404728381599841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/2406404728381599841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2011/09/te-iubescvezi-r-esistenza.html' title='Te iubescVezi? R-esistenza'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-5219989035094646632</id><published>2011-09-10T07:33:00.000-07:00</published><updated>2011-09-10T07:37:53.976-07:00</updated><title type='text'>Te iubescVezi?</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-5219989035094646632?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/5219989035094646632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=5219989035094646632' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/5219989035094646632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/5219989035094646632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2011/09/te-iubescvezi.html' title='Te iubescVezi?'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-4234020744648588902</id><published>2011-08-28T06:03:00.000-07:00</published><updated>2011-08-28T06:11:44.345-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='perchè a Bucarest scrivo poesie? de ce în București scriu poezii?'/><title type='text'>notturne**</title><content type='html'>di spalle sono&lt;br /&gt;spalle larghe, scapole sporgenti.&lt;br /&gt;spigoli stretti, sempre più stretti&lt;br /&gt;e più degli avanzi&lt;br /&gt;lì non c'è niente,&lt;br /&gt;solo i resti ci trovi. quello che siamo in fondo.&lt;br /&gt;quando mi hai toccato&lt;br /&gt;quando ti ho sentito&lt;br /&gt;era caldo come lo eri tu,&lt;br /&gt;in un abbraccio banale,&lt;br /&gt;in esplosione&lt;br /&gt;una mattina d'estate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;così vuota come sono, posso solo&lt;br /&gt;rubare, solo posso ossessionarmi.&lt;br /&gt;talmente piena da essere autosufficiente,&lt;br /&gt;come se -io- potessi bastare a me stessa.&lt;br /&gt;in orizzonatale potrei.&lt;br /&gt;e nessuna paura del rifiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-4234020744648588902?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/4234020744648588902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=4234020744648588902' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/4234020744648588902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/4234020744648588902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2011/08/notturne.html' title='notturne**'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-8002801949800004096</id><published>2011-08-12T22:10:00.000-07:00</published><updated>2011-11-11T16:18:30.369-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><title type='text'>Biografismo contagioso. (meglio un eritema che una scivolata sul ghiaccio)</title><content type='html'>Ci siamo incontrati alla pensilina del tram 16, proprio sulla curva della rotatoria M. e abbiamo iniziato subito a camminare verso est. Saluto breve, una smorfia per sorriso e poi via, le gambe partono alla nostra sinistra, ostinato est della città dove ci sono gli appartamenti migliori, i prezzi più bassi e i proprietari più pigri. Ma d’altra parte in questa vita cosa non ha a che fare con la pigrizia?&lt;br /&gt;Amo la fotografia in bianco e nero perché mi sembra conservi una morbidezza che nemmeno il modello aveva in principio. Solo il mio occhio destro l’aveva, anche se non c’è niente di pigro in questo.&lt;br /&gt;Continuiamo a camminare, io e il Fosco, e in mezzo a noi un mucchio di discorsi interrotti che per un pezzo non avremmo più ripreso e che ci fanno andare piano in mezzo ai tonfi dei nostri passi. E poi ci sono quasi 40°, l’asfalto è morbido e noi abbiamo i piedi di piombo.&lt;br /&gt;In ogni senso, li abbiamo di piombo.&lt;br /&gt;All’inizio era diverso, ed è scontato che lo fosse. Lui tutto preso da dettagli e sintonia, con quella voce calda, lo sguardo raggelante e la libertà feroce. Io per lo più sbattevo le palpebre raggelata e giù tutto il tempo a chiedermi se non fossi troppo poco. Per cosa, per chi non ha molta importanza. In ogni caso era primavera ed ero ben disposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’inizio era un inverno freddo come pochi, con i riscaldamenti che funzionavano male e un noioso futuro ex che cercavo di comprendere su base antropologica, dalle fondamenta. È anche vero che non c’era poi tanta struttura su quelle basi, e la metafora ingegneristica alza solo un bel polverone, oltre il quale c’era un ex ballerino di tango imbolsito con la pelle liscia e uno speciale effetto soporifero tra le lenzuola. Si lo so… infatti ho detto ex ballerino. E poi che vuoi, letti e cuscini sono fatti per dormire, uomini e donne per rincorrersi (anche se il mio amico Psicologo direbbe per accoppiarsi) e la terra per girare, e mentre il qualunquismo a buon mercato mi offendeva i pensieri, una sera ho conosciuto Dan.&lt;br /&gt;Era sempre lo stesso inverno, la stessa infinita quantità di neve a cadere e coprirci tutti, e Dan e io ci ritrovammo sedute una accanto all’altra sulla moquette verde delle poltrone del Teatro dell’Arte, quello nel centro vecchio, un paio di chilometri più su della rotonda dell’inizio. Posti 14 e 15 terza fila, vale a dire nel bel mezzo di una folla rumorosa, accomodata, accaldata e costretta a tenere le gambe incollate allo schienale di quello d’avanti. Vale a dire, nessuna chance di libera uscita bagno-sigaretta, bagno-acqua.&lt;br /&gt;Dan(a) è bella, egoista, cilena. L’ho scoperto solo dopo che era cilena. Il resto rimane.&lt;br /&gt;Siamo sedute lì e le luci di sala proprio non vogliono spegnersi, la temperatura comincia a farsi interessante, soffocante l’aria, piena di voci e fiati. Accanto a noi, qualche poltrona più giù alla mia sinistra, una donna che cerca di tenere a bada un bambino:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ … e stai giù, stai giù ti ho detto! dai, che tra un po’ spengono le luci… shhh... Andrei per favore…”&lt;br /&gt;Il piccolo Andrei vuole alzarsi, cerca di alzarsi, fa il matto per alzarsi e correre via, poveretto!&lt;br /&gt;“ … Andrei!” Con una rapidità inaspettata la donna afferra Andrei per il collo della T-shirt giusto in tempo, quando il nano già quasi se l’era filata scivolando tra piedi e piedi.&lt;br /&gt;La fallita evasione mi angoscia un po’. &lt;br /&gt;Il biglietto per il teatro l’ho avuto in regalo da una delle mie studentesse di francese, quindi ho pensato che non ci perdevo nulla a venire, anche se nemmeno ci perdevo il sonno, che anche casa o una birra con qualcuno la rimediavo… respiro profondamente con la testa ancora rivolta alle gioie della maternità. Dan respira anche lei accanto a me, stessa intensità, quasi lo stesso tempo di emissione. Mi giro, la guardo. Sorrido. Anzi sorridiamo in due, abbiamo gli stessi dubbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Tutte le voci in circolazione nell’ambiente (bel panierino claustrofobico pieno di gelosie, appartenenze, antipatie. Meglio non fidarsi), che volevano il drammaturgo Mark W. sull’orlo del collasso creativo erano vere. Lo spettacolo è una catastrofe di noia, così noiosa che quando è successa nemmeno l’ho notato.&lt;br /&gt; Dan paragonava questo tipo di flop artistici al sesso scadente. Tutta questione di performance e stile. Di occasione per l’appunto. Una sola possibilità e te la giochi (altamente consigliato: sputare la gomma, spegnere la TV, concentrarsi un attimo), se vai a segno magari ci si rivede o no. Occasionale, come dicevo, in molti sensi. Di sicuro ti aspetti che sia piacevole, divertente, magari anche soddisfacente -che non guasta mai, un tempo ben speso che ti faccia scordare l’imbarazzo del pelle a pelle con lo sconosciuto del caso, di cui ignori tutto o non vuoi sapere più nulla dopo. Con Mark nessuna intimità, ma la mia soddisfazione è stata quella cilena, mia a partire da quella sera, mia ma senza alcun possesso reale. &lt;br /&gt;Una tipa strana, rara, un dosso chiodato alto 15 cm sulla discesa del garage di casa tua, e pensare che per me non l’aveva nemmeno un corpo.&lt;br /&gt;Parole. Tante. Sopra le altre di ieri, sopra quelle della settimana scorsa e su altre parole ancora.&lt;br /&gt;Ho letto da qualche parte che le parole non sono mai abbastanza per niente e nessuno, però io e Dan ce la spassavamo un mondo a ironizzare su tutto e tutti, a bere forte o non far nulla, a costruirci un mondo di richiami in cui prendersi quasi per niente sul serio, e io dico che senza quel quasi ce la saremmo spassata ancora per molto. Nel concreto e tra le varie, c’era un’affinità turbativa di natura patologico-sentimentale tra Dan e me, com’è patologico il bisogno costante di emozioni forti per capire che ancora sei vivo, che campi e lo fai bene perchè te ne accorgi. &lt;br /&gt;Insieme abbiamo riso e pianto senza mai toccarci, come fossimo state sole.&lt;br /&gt;Poi vai a scavare e scopri che, accidenti, siamo donne, come dire creature quasi incapaci di prendersi poco sul serio, e che, caspita, il bungee jumping non è poi un’emozione così forte come pensavi, di certo non come quell’altra, quella che si preferisce non nominare per non essere ancora più donne, più deboli, più fradice di sentimenti. &lt;br /&gt;Dopo natale (la strenna natalizia era proprio fare bungee jumping) qualcosa cambiò. Banale lo so, e sto per dirlo esattamente in quel mondo lì, abusato, già riconosciuto come “e quel cambiamento fu un uomo”.&lt;br /&gt;Un uomo bruno con un nome strano, una strana essenza grigio-brillante come la scocca viva di una navicella spaziale aliena. Un’architettura complicata, moltiplicata in saloni, solai e sotterranei, botole e stanze di specchi in cui moltiplicare tutto il resto ancora una volta. Noi però eravamo solo due e tra tutti quei corridoi e uscite d’emergenza, ognuna si scelse l’angolo adatto in cui accomodarsi e non era una matrimoniale, tanto meno per tre. Eravamo in lui, gli eravamo dentro, e anche lui aveva un posto, solo suo, dentro ciascuna di noi. Il soprannome di Fosco se l’era scelto lui una sera, quella sera all’inizio di marzo in cui iniziava anche la mia terza settimana analcolica e lui si presenta a casa mia senza preavviso con una bottiglia di rum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ci riscaldiamo bellezza…” mi fa ancora sulla porta e sorride. Gli faccio cenno di entrare, sorrido anch’io e penso che amo le sorprese. Poi metto a fuoco la bottiglia.&lt;br /&gt;“Non te lo ricordi già più che non sto bevendo?”&lt;br /&gt;“Ah già…” fa un po’ deluso mentre strappa il bollino di carta del monopolio e svita il tappo metallico “… e hai detto che sono due settimane, no?”&lt;br /&gt;“Tre. Oggi inizia la terza settimana. Ragiono come una donna incinta?” &lt;br /&gt;“Alcolisti anonimi?” ribatte il Fosco, sedendosi al tavolo in cucina. Poi mi versa da bere “dai… che sarà un bicchierino? Mica hai problemi di alcool che devi stare a regime così, no?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, nessun problema. Semplicemente sostituire il tè al vino caldo o il caffé alla palinca per riscaldarmi e digerire, in tutta onestà mi sembrava il minimo. D’altra parte, gli inverni dell’est senza luce né profondità di campo, certe volte sembrano anche senza prospettiva, come il presente continuo di un letargo sempre alticcio in cui ti volti e rivolti nel maglione di casa e nei pantaloni di flanella a scacchi e tutto è perfetto così. Quasi perfetto e allora magari se smetto di correggermi le tisane ed esco a fare un giro ogni giorno, magari vedo posti nuovi, facce nuove. Magari esco dal letargo.&lt;br /&gt;Dan era sufficiente ma anche le facce nuove non erano male. Quella che avevo di fronte ora per esempio, sebbene non fosse nuova di zecca, conservava ancora un certo fascino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No, nessun problema con l’alcool, a parte il fatto che pensavo di non bere”.&lt;br /&gt;Sbuffa. Beve il suo, il mio e se ne riempie un altro. Accende una sigaretta, e lascia cadere il mento stretto sul palmo della mano. Mi guarda.&lt;br /&gt;“E allora, che mi dici del ballerino? Ancora in circolazione o cassato?”&lt;br /&gt;“Cassato. Da due settimane”.&lt;br /&gt;“Come l’alcool?”&lt;br /&gt;“Come l’alcool”.&lt;br /&gt;Mi offre una sigaretta. La prendo e l’accendo.&lt;br /&gt;“Per lo meno ancora fumi”.&lt;br /&gt;“Per lo meno”.&lt;br /&gt;“Però niente ballerino?”&lt;br /&gt;“Niente ballerino”.&lt;br /&gt;Forse a quel punto gli brillano gli occhi.&lt;br /&gt;“Beh, per lo meno non ti sei fatta natale in solitaria!” fa e poi ride. Rido anch’io.&lt;br /&gt;“Non è stato voluto, nessun calcolo giuro! E in ogni caso l’abbiamo passato separati, ognuno a casa propria. Io con i miei, pensa un po’…”. &lt;br /&gt;“È l’idea sai? Sapere che hai qualcuno, che qualcuno ti vuole o ti vorrebbe accanto a scartare un pacco, a fare un brindisi, a baciarti a mezzanotte. Lasciarsi è una porcheria e a natale fa ancora più schifo!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà che a quel punto l’ho guardato strano, sarà che mi si è storta la faccia al ricordo lampo del ballerino che mi chiamava “principessina” e la mia voglia di bastonarlo, oppure la semplice verità di che schifo di tristezza sia separarsi da qualcuno che hai amato, alias solitudine. Non saprei dire cosa, ma di colpo il Fosco ha cominciato a parlare e non si fermava più. Mi racconta di quanto solo si senta, di quanto sia difficile essere liberi, ed è amaro quando lo dice, ed è fiero quando lo dice. Io per lo più sbatto le palpebre ad annuire, lo guardo e vorrei comprenderlo tutto e inghiottirlo con lo sguardo.&lt;br /&gt;Le sue conclusioni sono chiare, dure e pure come il diamante, più veloci della luce, più forti e caotiche dei pensieri di cento uomini, o anche di un uomo mentre cerca di dire ho paura, ma ha paura a dirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non è che me lo sono scelto, sono così. Sono un solitario io e mi piace, e poi certe cose non te le godi in compagnia. È la malinconia il problema. Mi frega la malinconia che mi prende e il fatto che non ho pazienza, che aspettare mi fa perdere le forze, come se mi consumasse. Quando voglio so aspettare però sono nervoso tutto il tempo, che fregatura! &lt;br /&gt;Sono un tipo difficile io. Per me è tutto difficile…” fa e poi mi guarda di nuovo.&lt;br /&gt;Lo guardo anch’io per un attimo, poi scollo il sedere dal ripiano di legno del mobiletto bar e mi servo un bicchierino dalla bottiglia di rum lasciata sul tavolo.&lt;br /&gt;“Si, sei un tipo complicato e certe volte lo vedo anche se non dici niente o non fai niente”.&lt;br /&gt;“Si, una specie di Tetris… come una strada che non si capisce dove inizia e dove va a finire”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo complicato, come avevo appena detto, con le pareti interne annerite da tanti piccoli fuochi, affumicature incrostate da anni. Il nero era perfetto, anche se non gli davo un valore morale. Pensavo alla sabbia sollevata dal fondo che si gonfia nell’acqua di mare e a quanto suonasse strana in quel momento la parola morale. Poco chiaro. Temporaneamente oscurato.&lt;br /&gt;Ed era così. Era fosco davvero, il Fosco. Era così che si sentiva, almeno quella sera.&lt;br /&gt;Passiamo la notte in cucina a parlare e il mio respiro regolare ogni tanto si spezza se i nostri discorsi si fanno più vivi, se i nostri sguardi si incrociano troppo a lungo. Amo le piccole intimità.&lt;br /&gt;Il resto è scontato, altrimenti quale sarebbe il motore di tutta la storia? E inizia con un avvicinamento del Fosco al mio lato del tavolo.&lt;br /&gt;La settimana successiva la scena si ripete, ma con altre modalità, conseguenze, altra continuità. Dan era stata da lui.&lt;br /&gt;Quella sera di marzo col pilota automatico, l’avevo dimenticato quanto Dan fosse bella ed egoista, come tutti quelli che bruciano l’esistenza e fiutano l’aria.&lt;br /&gt;La mia bella cilena egoista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era fuori di se quando ha aperto quella lettera. All’immigrazione romena non le rinnovava il visto e Dan doveva essere fuori in sessanta giorni. La revedere scumpo e tanti saluti. &lt;br /&gt;La posta di Dan la ritiravo io, cittadina europea fresca di domicilio a Bucarest, però quella lettera è stata l’unica importante che non abbiamo aperto insieme. &lt;br /&gt;È entrata in casa senza dire nulla, solo ho sentito un ¿donde está? e poi dalla cucina in cui era andata a leggerla una valanga di putas y cojones y Romania de mierda, senza quasi prender fiato.&lt;br /&gt;Non si era nemmeno tolta il cappotto e già piangeva e tirava per aria tutto quello che era a portata di mano. Piangeva come se fosse stata sola, ma di un altro tipo di pianto in un’altra solitudine, respingente, corazzata di cocci tenuti insieme con lo sputo. &lt;br /&gt;E io nemmeno ho provato a toccarla, che non volevo romperla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dicevo, dopo natale c’erano stati dei cambiamenti ma non era una tragedia. In fin dei conti lo sanno tutti, tra esseri umani è dura. Un’infinità di legami a unire le persone, a girare intorno al nucleo del noi due, in giochi di potere e corrispondenze leggere, di equilibrio. E l’equilibrio è uno che domina e l’altro che si lascia dominare. Se poi ti arriva anche il terzo elemento, allora devi proprio ripensare tutto oppure, in alternativa, lasciare che le cose avvengano e basta, opzione questa tra le più gettonate. La meno compromettente, in apparenza la meno dannosa e poi è anche vero che lì per lì, questa profumata lungimiranza non ce l’hai. Dopo la prima scossa, puzzi di sudore e adrenalina. &lt;br /&gt;La prima scossa è quella importante e in ogni caso, non te l’aspetti mai. Con Dan non era ancora finita e non sarebbe finita ancora per molti anni. Solo, in un paio di mesi il nostro vederci passò da quotidiano a settimanale a poco più che casuale.&lt;br /&gt;Io avevo una strana storia-relazione-negazione con il Fosco e Dan si stava trasformando in una vera e propria clandestina. Lo trovava divertente. Si presentava ogni volta con un nome diverso, a scelta tra Ofelia, Cordelia, Emilia e Bianca, in giro sempre senza documenti e una nuova bruciante curiosità per i quartieri tzigani della città. A giugno, quando è scoppiata l’estate, Dan mi ha mandato una lettera come Bianca Blissett, in cui mi salutava. Un foglio interno per quattro righe di saluto strappate da una storia complicata, presa e messa via, sotto formalina e qualche grammo d’astio, ottimo conservante. Diceva che ci saremmo riviste non appena fosse tornata ufficialmente Dan, ma la verità è che non mi aveva perdonato la Fosco-questione, come la chiamavamo noi. Una gran bella questione anche quella, in movimento, piena, da far paura, una questione di priorità. Lui prima di me e prima di tutti. Lui e io. Lui e basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco che ci siamo, alla pensilina del tram 16, io e lui e quasi non parliamo. Camminiamo e di solito questo aiuta la conversazione, ma non oggi, non stavolta con l’asfalto che quasi ritorna catrame e noi che abbiamo una storia incatramata che non lascia passare niente.&lt;br /&gt;Alla fine è il parco C. la nostra meta, e la raggiungiamo passando per la strada più corta, per arrivare subito dove si deve per fare quello che si deve. E lo so già che non succederà niente quando me ne sarò andata.&lt;br /&gt;E lo sapevo dall’inizio ma continuavo a provarci, e alla fine è stato solo brivido gelido dalla testa ai piedi, dai piedi alla testa e poi sparato su, tra le fronde verdi del parco.&lt;br /&gt;Se devo essere scaricata in tempo di vacanze, senza dubbio preferisco l’estate. Niente feste, niente nevicate romantiche da guardare stretti stretti dietro i vetri, niente piedi gelati-piedi caldi sotto le coperte. D’estate gli abbracci durano di meno e il sesso è troppo scivoloso e poi quell’estate avevo già deciso di partire da sola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-8002801949800004096?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/8002801949800004096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=8002801949800004096' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/8002801949800004096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/8002801949800004096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2011/08/biografismo-contagioso.html' title='Biografismo contagioso. (meglio un eritema che una scivolata sul ghiaccio)'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-5641780245621039935</id><published>2011-06-05T15:16:00.000-07:00</published><updated>2011-11-11T16:16:15.685-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><title type='text'>Trekking</title><content type='html'>Credo che lei abbia contratto una malattia, una malattia non del corpo, ma che per il corpo passa… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo Riztki, un bel giorno di maggio – cielo profondo, calore fosco, polvere nell’aria – entra in camera sua a prendere qualcosa dall’armadio e si ritrova tra le mani una busta di carta solito formato. Una lettera. La apre. È scritta a mano e questo lo attrae e respinge all’unisono. Comincia a leggere. Le prime righe sono solo premessa, educazione, nessun nome. Corre con lo guardo alla fine della pagina, scritta fitta. &lt;br /&gt;Firmato Dottor R.&lt;br /&gt;È chiaro, quella lettera non è per lui e se anche lo fosse, la scoperta casuale diventa un’appartenenza d’altro tipo. Senza comprensione, o per lo meno questo penso io, testimone casuale che sta per arrivare a casa di Carlo. Suono alla porta nei quaranta minuti che seguono la scoperta, secondo un calcolo approssimato. &lt;br /&gt;Come ho detto, è mattina, una di quelle che benedici quando arrivano. La notte è stata lunga e monotona come il silenzio. Dal silenzio dilatata.&lt;br /&gt;È mattina e ho passato la notte a pensare che certe volte, la mia vita è come senza senso. Eccessiva, slabbrata in certi punti, rinsecchita in altri, dolcissima in altri ancora. Generalmente troppo grande, gonfia di qualcosa che la rende pesante e mostruosamente grande per ri-abbracciarla e introdurla nel mio piccolo corpo di uomo. Non che la vita mi sia aliena. Mi ricongiungo a lei ogni mattina, solo in un movimento opposto, entrando e non incorporando. Non parlo di interiorizzazione. &lt;br /&gt;Searcing for the space monkey dei Chinese nella testa, acido urbano. &lt;br /&gt;(http://www.youtube.com/watch?v=V8IdYSj2Urs&amp;feature=related).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le rispondo da medico patologo ma anche da amico, che parla all’amico di una vita. Medico e paziente, compagni di bevute, di letture. Se mantengo la distanza del lei è per sua espressa richiesta, per amicizia appunto, sebbene mi sembri un controsenso. D’altra parte, anche la nostra corrispondenza lo è, una corrispondenza voluta da me, cosicché…&lt;br /&gt;Il telefono di Carlo squilla e lo strappa via dallo strano incipit, come a riemergere da non so dove, o per lo meno così mi è sembrata la sua voce impastata di silenzio, rotto per dirmi un &lt;br /&gt;- pronto? e poi un &lt;br /&gt;- si si, vieni da me… quando riassumo la mia notte e il mio stato con l’insostituibile termine &lt;br /&gt;- una merda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo l’ho conosciuto in quarta elementare, alla festa del mio compagno di banco Andrea Merla. Aveva dei bei riccioli neri ed era il vicino di casa di Andrea. Anni di biglie e figurine in due.&lt;br /&gt;Il Riztki l’ho conosciuto ancora una volta qualche anno più tardi, barba tenera e riccioli neri.&lt;br /&gt;- ma che hai? aggiunge dopo un colpo di tosse. Rimango sul criptico e ripeto il canone della mia ciclicità:&lt;br /&gt;- una merda.&lt;br /&gt;- ti aspetto conclude e chiudiamo.&lt;br /&gt;Sbuffo. Mi vesto a caso, mi lavo i denti. Esco.&lt;br /&gt;Credo di affondare. &lt;br /&gt;We Carry On (http://www.youtube.com/watch?v=ft8-_W2Jc6M&amp;feature=related) nella testa e asfalto fino alle caviglie. Il sole mi acceca, mi brucia la pelle scoperta. Cammino verso est, verso casa del Riztki e il cemento urbano diventa trasparente. &lt;br /&gt;Comincio ad attraversare i muri per arrivare prima a destinazione. L’asfalto è alle ginocchia. Aspetto di arrivare, che le gambe si fermino dove sanno, esattamente dove devono senza deviazioni, errori, senza più aspettare. Non faccio altro che aspettare e per sei anni ho aspettato tempi migliori, che arrivasse l’estate, la posta, il pusher, che in città arrivassero i turisti o l’apocalisse. Si vive. Si agisce. Si aspetta. Inverto l’ordine ma non cambia niente. &lt;br /&gt;Camminare, aspettare, arrivare, sudare. &lt;br /&gt;Cambio l’ordine. Non cambio niente e alzo il passo. Il Riztki mi aspetta.&lt;br /&gt;Me lo immagino adesso seduto sul bordo del letto con quella lettera in mano anche se ora, in questo presente, non dovrei ancora saperlo, non dovrei vederlo.&lt;br /&gt;Se ne sta lì sul letto, seduto scomodo tra il duro dei bordi di legno e il morbido del materasso, che non si muove perché sta leggendo e vuole capire. Non sa fare due cose allo stesso tempo e adesso legge, adesso vuole solo capire. Continua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;… e non c’è per me amico più caro, della cui buona salute possa e voglia prendermi cura. Tuttavia, già dal suo primo ritorno in patria avevo percepito un cambiamento dubbioso, appena preoccupante. Ho lasciato correre, ho voluto rendere di poco conto quella sensazione leggera, sgradevole, di estraneità. Ho sbagliato caro amico e nei suoi occhi, oramai allargati in una dilatazione permanente, riesco a vedere quanto. Sono un uomo di scienza e tergiversare nella spiritualità non è faccenda che mi competa o interessi, come Lei per altro sa, e molto bene.&lt;br /&gt;Quei versi che ha cercato di spiegarmi e farmi amare, e che io non ho mai compreso né amato, adesso mi tornano in mente come una prognosi, quella che scioglierei per lei, amico mio. Confesso un momento di grande preoccupazione, nell’ora in cui riesco a vedere quella luce “come un oggetto estraneo&lt;br /&gt;e in via di estinzione”.&lt;br /&gt;Forse solo ora inizio a capire, a scorgere la vera materia di quella luce, della quale così spesso mi ha confidato la forza, la potenza contro cui non si può nulla, “un impasto più spesso del metallo e più pesante dell’acqua”.&lt;br /&gt;È iniziato solo ora, non è così? Solo ora la luce “si coagula  davvero”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riztki si ferma. Cosa gli è capitato tra le mani? Chi scrive, chi legge, di che poesia si tratta?&lt;br /&gt;- era per qualche altro Riztki, mi sembra ovvio. &lt;br /&gt;Siamo in cucina e Carlo mi guarda da sotto in su… mi sembra ovvio e ovvio sarebbe se prima di lui qualche altro Riztki avesse abitato in quell’appartamento.&lt;br /&gt;- io non credo… fa dopo un po’   … non credo proprio. &lt;br /&gt;- e allora come? faccio io senza troppa convinzione.&lt;br /&gt;- eh… che ne so! È chiaro che è stata scritta almeno venti o trent’anni fa, quindi al massimo il Riztki in questione sarà mio nonno, anche se non ho mai saputo niente di speciale sul suo conto. Era un mezzo alcolizzato e quando andavamo a trovarlo con i miei, mi ricordo che certe volte era ubriaco fradicio, incontrollabile! Straparlava, faceva cose strane per me che avevo sette o otto anni… cose da ubriaco chiaro! A me faceva ridere ma i miei non lo trovavano divertente credo. Mi sembravano imbarazzati, come fosse colpa loro se il vecchio dava i numeri!&lt;br /&gt;- non lo so. Non so… è strano… abbasso lo sguardo. L’asfalto è arrivato fino al bacino. Non posso muovermi.&lt;br /&gt;- ma tu invece, che hai?&lt;br /&gt;Alzo gli occhi fino a quelli di Carlo.&lt;br /&gt;Riztki asfalto  Riztki asfalto  Riztki asfalto. Riztki. Asfalto.&lt;br /&gt;Lacrime.&lt;br /&gt;Il Riztki corre in camera da letto e torna con la lettera. Me la porge come fosse un kleenex.&lt;br /&gt;- guarda. È questa. &lt;br /&gt;L’asfalto mi è sempre sembrato una violenza comoda, una colata bollente di forza nera e utile.&lt;br /&gt;Non so spiegare, non so parlare della betoniera che mi brutalizza i pensieri, non conosco parole che non siano scontate per descrivere ciò che non ha un nome nella mia vita civile, urbana, che ha bisogno di tempo per asciugarsi e farsi solido. &lt;br /&gt;Ho passato la notte a pensare che preferirei morire nel sonno, che l’unica soluzione è andarci giù pesante di sonniferi. Oppure gas.&lt;br /&gt;- non ce la faccio, vorrei dire.&lt;br /&gt;- non è per me. Per uno come me certe volte vivere è troppo. Complicato, doloroso, frantumato. Mi taglio. Ma siamo già al numero tre e Riztki non sa pensare a più di due cose insieme.&lt;br /&gt;- non riesco a dormire dico alla fine, fuori tempo massimo e con la lettera tra le mani.&lt;br /&gt;- una puntina di xanax prima di andare a letto e vai… fidati! Non riesci a dormire? Drogati! Un mezzo sonnifero e la felicità di ore e ore di sonno! &lt;br /&gt;Ride e mi mette una mano sulla spalla. Lo guardo. Apro la bocca per spiegargli nei minimi dettagli la fortuna che ha e quanto meravigliosa sia quella sua maledetta, odiosa semplicità, felicità, la sua dannata pazienza!&lt;br /&gt;- dammi dell’acqua per favore, concludo.&lt;br /&gt;Poi abbasso ancora gli occhi sulla lettera scritta fitta.&lt;br /&gt;Comincio a leggere dalla metà, dalla prima maiuscola che mi capita a tiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, senza giri di parole, credo che l’unica soluzione sia riposare. Tornare a casa, respirare profondamente e riposare. Che il riposo è essenziale. Che il riposo è riappacificazione. Mente, corpo, estremità. &lt;br /&gt;Il suo corpo parla e dice molto.&lt;br /&gt;Credo che lei abbia contratto una malattia, una malattia non del corpo ma che per il corpo passa, stremandolo, consumandolo in veglie e smarrimento che le sembrano infiniti. Forse un giorno arriveremo a conoscerne la fine, ma perché questo accada, lei deve tornare qui. Senza incertezze, e soffocando l’ovvio dolore del Ritorno, a dispetto di ciò che sembra un obbligo ingiusto, la medicina è rincasare. In un senso più ampio, più spirituale se preferisce, sono convinto che questo le sembrerà brutale in confronto a quella libertà di cui si inebria lontano da qui. La libertà di essere ciò che desidera, non cosa da poco. Brutale dicevo, violento, ne sono convinto, ma ugualmente credo che quel luogo, quella gente, sia malattia.&lt;br /&gt;Questa città, personificata in “B” nelle sue lettere, la sta consumando.&lt;br /&gt;Sotto quel sole, tra i fili elettrici che squadrano lo spazio e spezzano l’altezza del cielo, tra quei palazzi mostruosi i cui muri, mi dice, sembrano assorbirla, respirando come fossero vivi, mai niente andrà bene. Tutto continuerà a trasformarsi in coercizione, in oppressione e soffocamento. È una infatuazione malsana quella che ha contratto per questa donna di pietre e vetri, una meticcia affascinante. È una malia, un’ossessione sentimentale di strazio e amore non corrisposti che confondono i sensi, i limiti e le misure delle cose. &lt;br /&gt;L’uomo non arriverà mai a vedere con la pelle come dice in suo amato Ioan Es. in quella poesia che, come ho detto, ora comincio a capire e a temere.&lt;br /&gt;Tornare è l’unica soluzione anche se per lei equivale alla morte. Anche se per Lei equivale a un suicidio. E suicidio in realtà è restare.&lt;br /&gt;“B” non esiste come creatura vivente, ma come contenitore di vita e questo deve rimanere. Un posto, un contenitore. È lei l’unica creatura vivente, l’unico uomo nel legame perverso che avete contratto. Il contenuto.&lt;br /&gt;La prego, ritorni a casa dove tutto è familiare.&lt;br /&gt;La imploro, ritorni qui dove ancora molto l’aspetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Riztki quella mattina non cercava altro che lo zaino da trekking. Io ribadivo mentalmente l’importanza di una morte indolore e inconsapevole contro il vivere impraticabile.&lt;br /&gt;Siamo usciti di casa ad un certo punto, a fare due passi per prendere aria e fuori palazzi, asfalto e cavi elettrici erano esattamente come li avevo lasciati. Vivi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-5641780245621039935?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/5641780245621039935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=5641780245621039935' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/5641780245621039935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/5641780245621039935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2011/06/trekking.html' title='Trekking'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-8784726355299794607</id><published>2011-06-05T15:15:00.000-07:00</published><updated>2011-06-06T02:45:59.661-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='perchè a Bucarest scrivo poesie? de ce în București scriu poezii?'/><title type='text'>notturne</title><content type='html'>17/05&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;siamo sfuggenti e incastrati in bulbi trasparenti&lt;br /&gt;e infrangibili&lt;br /&gt;riusciamo ancora a toccarci&lt;br /&gt;tu dici, tu credi&lt;br /&gt;il tocco &lt;br /&gt;ci separa la necessità di averlo&lt;br /&gt;si sentirlo e scivolarci dentro&lt;br /&gt;un guizzo su una pagina&lt;br /&gt;e potremmo camminarci su e&lt;br /&gt;lasciare piccoli segni di poca importanza&lt;br /&gt;siamo sfuggenti e siamo incastrati&lt;br /&gt;squadrati sussurrati in un mondo&lt;br /&gt;che in un modo o nell’altro&lt;br /&gt;costringe negli angoli &lt;br /&gt;ci stringe in cordoni&lt;br /&gt;nei tempi affogati di luci e nebbia&lt;br /&gt;fitta sfumata di rosso.&lt;br /&gt;Bucarest&lt;br /&gt;(geometrie anticonvenzionali&lt;br /&gt;a calcolare i nostri perimetri&lt;br /&gt;antisimmetrici&lt;br /&gt;                            antigeometrici)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;19/05&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non soffro più la tua assenza&lt;br /&gt;che se fosse presenza&lt;br /&gt;sarebbe riempire un sacco con due bocche&lt;br /&gt;                                               e nessun fondo&lt;br /&gt;non soffro più alcuna assenza&lt;br /&gt;che se ne soffrissi&lt;br /&gt;   non avrei più parole&lt;br /&gt;che se le pronunciassi mi&lt;br /&gt;ingoierebbero viva&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-8784726355299794607?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/8784726355299794607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=8784726355299794607' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/8784726355299794607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/8784726355299794607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2011/06/notturne.html' title='notturne'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-7241389193704274810</id><published>2010-11-24T06:05:00.000-08:00</published><updated>2010-11-24T06:08:03.786-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='perchè a Bucarest scrivo poesie? de ce în București scriu poezii?'/><title type='text'></title><content type='html'>e quando sei solo,&lt;br /&gt;solo si può camminare, attraversare&lt;br /&gt;attraversata, sfrontata ad affrontare il&lt;br /&gt;cammino, sempre più lungo,&lt;br /&gt;senza fermarti.&lt;br /&gt;ovunque si vada la noia &lt;br /&gt;è banale.&lt;br /&gt;ovunque si vada il banale&lt;br /&gt;è presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(27 agosto)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-7241389193704274810?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/7241389193704274810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=7241389193704274810' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/7241389193704274810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/7241389193704274810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2010/11/e-quando-sei-solo-solo-si-puo-camminare.html' title=''/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-774632478198194153</id><published>2010-11-24T06:02:00.000-08:00</published><updated>2010-11-24T06:08:03.786-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='perchè a Bucarest scrivo poesie? de ce în București scriu poezii?'/><title type='text'></title><content type='html'>mattina vestita di nuvole in prospettiva di allungamento,&lt;br /&gt;senza ali da tagliare&lt;br /&gt;un nome pronunciabile, un tempo.&lt;br /&gt;proiezioni.&lt;br /&gt;mattina vestita di nuvole stanche&lt;br /&gt;di latte in polvere e lastre di magnesio&lt;br /&gt;in cui&lt;br /&gt;il solo tempo che valga, esiste&lt;br /&gt;tra me, le parole che non so dire,&lt;br /&gt;la lotta.&lt;br /&gt;mattina di pioggia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(settembre 2010)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-774632478198194153?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/774632478198194153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=774632478198194153' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/774632478198194153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/774632478198194153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2010/11/mattina-vestita-di-nuvole-in.html' title=''/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-6428089873327943167</id><published>2010-07-22T14:52:00.000-07:00</published><updated>2010-07-22T14:55:18.264-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduzioni'/><title type='text'></title><content type='html'>La Finestra Aperta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quel periodo, ad un pittore arrestato fu permesso di portare in prigione con sé anche un astuccio con pennelli e colori. Così, appena entrato nella tenebrosa cella della torre, il primo pensiero del nostro eroe fu una finestra, da dipingere su una delle pareti. Si mise subito al lavoro e dipinse davvero una finestra aperta, attraverso cui vedere l’azzurro accecante del cielo.&lt;br /&gt;La cella così divenne molto più luminosa.&lt;br /&gt;Il giorno seguente, quando la guardia entrò con il solito pane e acqua, fu costretto a coprirsi gli occhi, abbagliato dalla luce che entrava dalla finestra dipinta .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Che succede qui? - grugnì quello e precipitandosi a chiudere la finestra finì contro il muro.&lt;br /&gt;“Ho aperto una finestra… - rispose il pittore con calma - … C’era troppo buio”.&lt;br /&gt;“ Ha ha ha…. - ghignò la guardia, furente per essersi lasciata ingannare - … l’hai solo dipinta stupido! Non c’è nessuna finestra qui! É solo nella tua testa!”&lt;br /&gt;“ Volevo solo ci fosse un po’ di luce nella cella… - rispose il pittore tranquillamente - … ed eccola. Dalla mia finestra si vede il cielo, e perfino Lei Signore, entrando qui ha dovuto chiudere gli occhi per la luce”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la guardia a quel punto montò su tutte le furie:&lt;br /&gt;“Mi prendi in giro?! Questa torre non ha finestre, e chi entra qui se la scorda la luce del sole!”&lt;br /&gt;“Eppure nella mia cella c’è luce, ed entra dalla finestra aperta” disse il pittore.&lt;br /&gt;“Si… ?! - lo schernì la guardia - … allora perché non evadi? Così mi convincerai che si tratta di una vera finestra”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pittore lo guardo attentamente, poi mosse pochi passi verso la parete e si lanciò fuori dalla finestra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fermo… !” esclamò la guardia sbigottita, cercando di afferrarlo ma urtando ancora una volta contro il muro, violentemente.&lt;br /&gt;“Allarme! È evaso…! cominciò a gridare mentre, attraverso la finestra aperta, si sentiva il corpo del pittore precipitare fendendo l’aria, e sfracellarsi sul selciato ai piedi della torre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ana Blandiana&lt;br /&gt;Fereastra Deschisă&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-6428089873327943167?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/6428089873327943167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=6428089873327943167' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/6428089873327943167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/6428089873327943167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2010/07/la-finestra-aperta-in-quel-periodo-ad.html' title=''/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-5156795450370249905</id><published>2010-07-22T14:35:00.000-07:00</published><updated>2010-07-22T14:42:27.244-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduzioni'/><title type='text'></title><content type='html'>Una piccola immagine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuori piove. Piove di nuovo, dopo qualche settimana di siccità. In altre parole da sopra, dal cielo, cadono gocce d’acqua. Su di noi, uomini, e su tutto ciò che abbiamo costruito in questa città: sui palazzi, le automobili, sull’aeroporto e la stazione. Piove.&lt;br /&gt;Tra quelli costretti ad andare sotto la pioggia, alcuni hanno l’ombrello. Altri no. Molti tra quelli costretti ad andare sotto la pioggi e che portano l’ombrello, la guardano cadere nei posti più disparati: palazzi, autobus, aeroporto, stazioni. Pochi tra loro riescono a sentircisi a proprio agio. Watibat Timur si.&lt;br /&gt;Ha quarantatre anni ed è dentista di professione. Ha una moglie bionda e un bambino gracile, Juka. Il bambino gracile ha una palla rossa con cui ha rotto un vetro della casa dei vicini martedì.&lt;br /&gt;Piove…&lt;br /&gt;E il vetraio si arrampica sul davanzale della finestra bagnata. In vita sua ha sostituito centinaia di vetri rotti: di palazzi, di automobili, all’aeroporto e alla stazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Călin Torsan&lt;br /&gt;Un Mic Aspect&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-5156795450370249905?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/5156795450370249905/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=5156795450370249905' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/5156795450370249905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/5156795450370249905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2010/07/una-piccola-immagine-fuori-piove.html' title=''/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-4078456394402458792</id><published>2010-07-22T14:31:00.000-07:00</published><updated>2010-07-22T14:34:17.689-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='perchè a Bucarest scrivo poesie? de ce în București scriu poezii?'/><title type='text'></title><content type='html'>il peggio è passato&lt;br /&gt;trapassato in calore,&lt;br /&gt;vapore opprimente,&lt;br /&gt;tagliente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nella conca dell'entroterra&lt;br /&gt;la mia ossessione del pozzo&lt;br /&gt;chiamato Bucarest&lt;br /&gt;(19 luglio)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-4078456394402458792?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/4078456394402458792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=4078456394402458792' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/4078456394402458792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/4078456394402458792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2010/07/il-peggio-e-passato-trapassato-in.html' title=''/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-2086258356224727829</id><published>2010-07-13T05:25:00.000-07:00</published><updated>2010-07-22T13:39:17.063-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='perchè a Bucarest scrivo poesie? de ce în București scriu poezii?'/><title type='text'></title><content type='html'>fili di tabacco e ingoio il fumo&lt;br /&gt;nel volo continuo di piccole ali&lt;br /&gt;lungo----------- verde e asfalto. vado senza allungamenti &lt;br /&gt;e con le scapole chiuse&lt;br /&gt;camminando piano come confusa&lt;br /&gt;tra le strade non mi confoderò.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-2086258356224727829?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/2086258356224727829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=2086258356224727829' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/2086258356224727829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/2086258356224727829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2010/07/perche-bucarest-scrivo-poesie-de-ce-in.html' title=''/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-2674603614056423028</id><published>2010-07-11T17:27:00.000-07:00</published><updated>2010-07-22T13:40:54.082-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='perchè a Bucarest scrivo poesie? de ce în București scriu poezii?'/><title type='text'></title><content type='html'>Parole nello spazio come viventi&lt;br /&gt;prolungamenti del nostre essere pensiero, di noi che poniamo limiti e aggiriamo muri e circostanze&lt;br /&gt;con l’anima in pezzi di risate e l’eco del nostro nome gridato in lontananza, col cuore a raggiera, con braccia di colla e filamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Limite și Limitări&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-2674603614056423028?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/2674603614056423028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=2674603614056423028' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/2674603614056423028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/2674603614056423028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2010/07/parole-nello-spazio-come-viventi.html' title=''/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-1924401823837934673</id><published>2010-07-11T17:19:00.000-07:00</published><updated>2010-07-22T14:09:21.410-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Estate a Bucarest - Vară în București'/><title type='text'></title><content type='html'>Occhi chiusi. A immaginare il profilo di un movimento che si dischiude,&lt;br /&gt;nell’abbandono del pensiero che si muove,&lt;br /&gt;circolare e ripiegato, del pensiero scritto in forma mentale.&lt;br /&gt;Sono dentro. Fuori di me. Offesa dalla mia banalità.&lt;br /&gt;Rincorro una grammatica dello spirito per anestetizzare l’inquietudine. Una grammatica della parola, il bisogno del semplice dire, il solo bisogno di sfiorare appena la liberta di avere paura.&lt;br /&gt;La liberta della paura.&lt;br /&gt;Liberta del sentirsi soli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il limite che non riesco a superare è il mio. Me stessa e non io sola ad averlo costruito, &lt;br /&gt;pezzo    su pezzo     ancora un pezzo.&lt;br /&gt;Le pause sono bianche, orizzontali, senza speranza. Le pause sono i momenti di immobilismo e pensiero in eccesso. O forse solo aria, il tempo di un respiro, di un sospiro.&lt;br /&gt;Sono come svuotata, e affannata nel cercare la perdita, la punta che apre la strada del nuovo e della perdita che non si ferma mai, che è sempre aperta e più elastica di ieri. La soglia attraverso cui tutto riesce a passare, anche quello che una volta sembrava immenso.&lt;br /&gt;Tutto cambia e gli avanzi di me, le briciole di ciò che non è stato toccato, pian piano, se li portano via i cani Bucarest.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-1924401823837934673?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/1924401823837934673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=1924401823837934673' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/1924401823837934673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/1924401823837934673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2010/07/occhi-chiusi.html' title=''/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-4846171998078842537</id><published>2008-08-03T07:26:00.001-07:00</published><updated>2010-07-22T14:12:05.866-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='san pietroburgo. un cassetto dell&apos;anima'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La mezzanotte è passata da un pezzo e il tramonto congela i colori. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Gru e cupole dorate e le giornate sfilacciate in coda per quanto sono tirate, allungate a dismisura.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il tempo è come legato a categorie grammaticali inappropriate… allontanamento, avvicinamento, immobilità. Quante ore mi separano dalla semplice comprensione delle cose, dalla possibilità di pronunciare il quotidiano qui, nell’allontanamento di una domanda retorica?&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Prendo abitudini nuove,&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;pian piano smetto di usare gli articoli anche quando parlo la mia lingua, la lingua del pensiero che racconta l’indeterminatezza, l’assenza di possesso… mi allontano, mi avvicino, mi frantumo nell’ennesimo prefisso spaziale, centripeto. Mi sento sola e&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;assente.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sono assente e spezzettata, come una bottiglia avvolta in uno straccio e poi fatta in frantumi, rapidamente, nel solo tempo che contiene il rumore sordo dei cocci.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sparpagliata dappertutto, trasparente. infranta in mille angoli taglienti di vetro umano, senza fondo e identità, e tuttavia presente, viva in mille punti di vista, brandelli di tutto, di un solo punto di vista, il mio, mentre cerca di confrontarsi con il russo e la leggerezza! &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Oggi la Neva è un negativo ad olio che lambisce l’Hermitage.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ho guardato negli occhi Pietro il Grande… e non è successo niente! &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E sono i miei occhi a cambiare, nuovi, più grandi e non abbastanza a contenere tutto questo splendore. Che non ha limiti. Che non ha senso.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E le parole non bastano e quasi non me ne importa.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Cullata da &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nude&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, in autobus guardo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Pietr&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; nello spazio di un finestrino, al tramonto, sulla strada del ritorno. La guardo sfiorarmi in orizzontale come una pellicola inacidita, affascinante e allora capisco, banalmente, che nella mia lingua, esiste un solo verbo, un solo aspetto per spiegare che sono perdutamente innamorata di tutto!&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-4846171998078842537?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/4846171998078842537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=4846171998078842537' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/4846171998078842537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/4846171998078842537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2008/08/la-mezzanotte-passata-da-un-pezzo-e-il_03.html' title=''/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-4472986282315476090</id><published>2008-07-17T23:16:00.000-07:00</published><updated>2010-07-22T14:12:31.161-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='san pietroburgo. un cassetto dell&apos;anima'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;San Pietroburgo dalla finestra.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ci sono e vorrei tornare...&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia; font-size: 16px; "&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia; font-size: 16px; "&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;Ci sono e penso al fatto che qui al dormitorio è vietato fumare in camera. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia; font-size: 16px; "&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;Dalle mie finestre la città la vedo tutta, metallica sotto il cielo in costante turbamento, movimento, rimescolamento di colori. Il cielo di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;Pietr&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt; è ovunque, in molliche sparse dappertutto, piccole&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;e morbide, pungenti. Questo cielo è nei vestiti della gente per strada, nei loro ombrelli dondolanti sotto il braccio, soprattutto nei loro occhi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sono qui da due giorni e gli occhi dei russi sono stupefacenti. Profondi, tristi, lucidi e trasparenti come specchi di cieli e nuvole, di case vecchie che cadono a pezzi, enormi, grigie di cemento e regime.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sono qui da appena due giorni e già sono nauseata dagli odori. Vodka, aglio e deodorante alle arance. Non ne capisco il motivo ma tutto emana di sovrapposizione. Ogni cosa mi appare come duplice e ugualmente univoca, squadrata come le prospettive, forte e acuta come il respiro che esce di bocca a tutti, come l’aria che non cambia nel bagno della mia camera, la stanza, la mia inquilina.&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Le notti bianche e la possibilità di vivere nella luce di un giorno stirato, tirato al limite. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;È&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;l’abitudine di fine giugno ed è un evento a cui ti abitui mentre ancora ti stupisce.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Le lancette segnano l’ 1,13 ma dietro le tendo c’è la luce dell’alba, i rumori della città, la gente che ride e grida anche nella periferia ancora sovietica del dormitorio.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Quando il sole è basso di tramonto, il Golfo di Finlandia si spalanca e ti strappa via il respiro. Stringo gli occhi contro la luce amplificata dal mare e non riesco a credere a tanta bellezza, immensa natura regalata a spettatori di ogni genere, e tutt’intorno la scura sporcizia sovietica, quella grigia e nera, talmente stratificata da penetrare qualsiasi materia, talmente profonda che basta poco per scordarsene e confonderla col panorama.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;È una meraviglia di strazio e abitudine, diversità.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ogni giorno mi riempio di parole e controsensi, comprensione e incapacità espressiva, comunicazione mutilata dall’incomprensione… tutto nega se stesso, come contrario e ugualmente logico, come le notti bianche, il più grande degli ossimori.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;È la natura contro cui non si può nulla e tuttavia è la morbidezza dell’individuo, contenuto liquidi nel contenitore incrollabile della latitudine. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sono notti senza senso e senza freno, snaturate dalla luce, dai colori e negate nella loro stessa essenza… dopo la notte c’è il giorno, dopo il giorno la notte, dopo la notte c’è la notte bianca e San Pietroburgo. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Dopo tutto ci sono ancora io, a interrogarmi sul dolore di tanta bellezza, oltre i vetri delle mie finestre, oltre la mia quadratura occidentale e scheggiata di equilibri cartesiani smussati… &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Garamond Premr Pro'; font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-4472986282315476090?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/4472986282315476090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=4472986282315476090' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/4472986282315476090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/4472986282315476090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2008/07/san-pietroburgo-dalla-finestra.html' title=''/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-2301498732112774206</id><published>2008-01-04T06:48:00.000-08:00</published><updated>2010-07-22T14:12:46.876-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><title type='text'>Parlami in poesia. Io sono Lucia Mondella</title><content type='html'>&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 24px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Era seduta a mangiarsi le unghie con gli occhi aperti e sgrassati, asciugati dal colore dei mobili, bloccati nel vuoto dalla calma.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Con quali fantasmi si sarebbe confrontata restando lì in salotto a tergiversare? Una risposta per ogni domanda, un movimento di palpebre per ogni risposta. Quanta banalità si è capaci di inghiottire prima di rifiutarla? Quanto tempo prezioso, ancora, da gettar via? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 24px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Lucia lavora e pensa a se stessa. Timbra il cartellino in fabbrica ogni giorno e qualche notte a settimana si rimbocca le maniche nelle prove d’amore da ragazza comune. C’è da infrangere qualche piccola regola sana per Beppe, parlare d’amore e dimostrarlo, contravvenire al catechismo, fabbrica d’amore pulito in cui timbra un altro cartellino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Lui mi ama. Lui è sensibile… e poi agli uomini le conferme non bastano mai… &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Ma qui non si parla di stupida routine al femminile o di quale sia la priorità fra amarsi ed amare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;È solo folle normalità in una manciata di minuti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt; Lucia è molto stanca la sera, quando lascia la fabbrica e torna a casa. Ha già trent’anni ma vive ancora con i suoi; le è rimasta solo la madre e di suo padre conosce l’assenza. Sua madre Rosa è una donna imbarazzante ed educata, imbavagliata, incattivita. Semplicemente priva di senso dell’umorismo. Porta avanti la casa vuota con grande ambizione e cura, poiché non c’è nessuno che abbia cura di lei. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Ma non si dica che c’è da torcersi le mani o da strappare qualche lacrima con dettagli di solitudine; qui non si parla di stupida routine femminile poco emancipata su divani ancora coperti di cellophane. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Rosa è stata una sarta in gioventù. Lucia è un’operaia specializzata, ma madre e figlia non sono affatto l’evoluzione socio-economica dello stesso mestiere. Lucia non ha mai avuto interesse per il cucito; in fabbrica attacca bottoni e lo fa sempre da sola, perché è una giovane donna di quasi bellezza, un po’ sfiorita, un po’ triste, un po’ gelosa. Non ama la compagnia Lucia o, quanto meno, non quella di tutti. Attacca i bottoni tendendo piccole mani piccole e chiare come di madreperla, piene di grazia per chi sia in grado di mostrare gusto per le piccole cose. Non cuce niente e nessuno lei, né tanto meno rammenda: queste sono prerogative di Rosa. Il fine settimana Lucia e Beppe escono insieme, mangiano fuori e lui le fa i complimenti per gonna e borsetta acqua e sapone. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;È strano ma Lucia è piena della meschina felicità delle piccole cose, orgogliosa del suo uomo e del suo mondo affollato da piccoli oggetti di pessimo gusto… non era così? Beppe è un uomo onesto, pensa Lucia, fiera di non superare mai il cordone ombelicale dei suoi anni e delle passeggiate estive fatte al suo fianco. È un uomo affidabile Beppe, senza grilli per la testa, e Lucia crede che, un giorno lui la sposerà, insieme con sua madre e col suo lavoro in fabbrica. Crescere insieme e poi scoprire il gioco delle diversità; è questo l’amore per Lucia. Questo è l’amore, Lucia? Ma questo non è il luogo adatto per certi discorsi, perché qui non si fa proseliti femminile pro matrimonio sereno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Qui si fanno bottoni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Lucia è seduta sul divano e gioca con la sua strana memoria da cane randagio di suoni e odori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Si, è vero, qui si fanno bottoni, bottoni di qualità, eleganti, quadrati, intarsiati e tutt’intorno è solo un labirinto di alte pareti rumorose che toccano il cielo, il soffitto della fabbrica e le cavità delle sue orecchie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;I versi delle macchine lambiscono Lucia che a stento riesce a capire quella specie di slogan con cui il caporeparto si bagna le labbra e arringa gli operai. Lucia di solito lo ascolta con l’attenzione del sottoposto ed è anche iscritta al sindacato cattolico, anche se non si sa nulla sui bottoni con cui i dodici apostoli tenevano su i calzoni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Sorride di questa idiozia e non sa come altro giustificarsi Lucia, seduta sul divano un po’ più comodamente di prima. Ripensa a quel giorno, quello della riunione sindacale. Se lo ricorda perché era il compleanno di sua madre, il ventisei di ottobre, e c’era già un freddo invernale da cappotto e bavero alto. Lei è per strada come ogni giorno, e come sempre, entrando in fabbrica per timbrare il cartellino, sfiora i pilastri di cemento all’ingresso. Quella mattina ha freddo e un gran sonno: il cambio di stagione così repentino la inquieta con pensieri strani che non le fanno chiudere occhio, ha spiegato Beppe.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Entra in fabbrica e c’è uno strano movimento: la riunione sindacale che Lucia ha scordato di segnare sul calendario della cucina. Entra e timbra, assonnata e silenziosa. A bocca chiusa si accoccola su una sedia, in un angolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Lucia… Lucia!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Mario è entrato nella sua vita così, chiamandola per nome a voce alta e sfiorandole un braccio come per riscaldarla. Ma questo non è il preludio di una storia d’amore e tradimento; qui non ci sono amanti appassionati che scalano mura di cinta, né passioni travolgenti anti-consuetudini di coppia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;È l’alba. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Dal parabrezza della sua auto Lucia vede il cielo chiaro infranto da qualche nuvola ancora un po’ notturna. Si sente in colpa per aver fatto mattino anche oggi, come ieri o ieri l’altro. Il pubblico che la osanna per la performance sono baristi, furgoni che non rispettano gli Stop, finestre illuminate al neon, postini che fanno colazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Lucia, in quei momenti di prima luce, si sente quasi la depositaria segreta di una vita assente, trasparente per gli altri, fragile come il vetro, invisibile e tagliente. Ha i vestiti e le mani impregnate di Mario, di quell’odore un po’ scuro che le circonda la testa come un’aureola di sensazioni e avanzi di frasi. A volte la vita di Lucia è aspettare Mario e parlare con lui, far l’amore e far la vita, nuova ed inebriante.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;A volte il corpo di Mario non esiste più e Lucia, ormai sdraiata sul divano, ha in mente solo il colore dei suoi occhi, il suo profilo, l’avambraccio su cui punta il mento. Mario sono le ore della sua giornata, trascorse o da venire, il binomio in cui non c’è posto per nient’altro. Ma qui non ci occupiamo di ragazze moderne, operaie della vita che si innamorano di tutti e sono iscritte al sindacato. Questa non è una biografia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Lucia è seduta a mangiarsi le unghie, felicemente affranta dalla vita, consapevolmente sola, unica come non ha mai creduto di poter essere. Ha trent’anni e lavora in fabbrica, vive sola nella casa dove è cresciuta e dei suoi genitori conosce solo l’assenza. Ha un fidanzato che ama, compagno perfetto per ogni occasione; ha un amante ed ama anche lui, compagno ideale di un mondo che ha solo due stagioni, due città, due posti a tavola.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Ha piccole mani come di madreperla, mani assassine.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Lucia attacca un altro bottone e sospira.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;Click.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;font-size:13.5pt;"&gt;&lt;b&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-2301498732112774206?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/2301498732112774206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=2301498732112774206' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/2301498732112774206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/2301498732112774206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2008/01/parlami-in-poesia-io-sono-lucia.html' title='Parlami in poesia. Io sono Lucia Mondella'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3184601303107651181.post-7120113415332305477</id><published>2007-12-07T12:27:00.000-08:00</published><updated>2010-07-22T14:13:34.289-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libero pensiero'/><title type='text'>i miei capelli sui tetti di Taman'</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;cos'è Taman'...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;il luogo della fantasia, di quella bidirezionale che ti attraversa, con un foro di entrata e uno di uscita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Potrebbe trattarsi di un proiettile o delle mie orecchie, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;di uno strumento creato per aprire le nuvole o farsi largo tra la folla, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;una galleria, la corsia di una strada provinciale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nel 1840 "Taman' è la più misera tra tutte le cittadine marittime della Russia"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;ma per me non è altro che il torcersi delle mie mani sbigottite di fronte al dubbio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La fantasia che si allontana dalla vita quotidiana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Certo, la più banale delle fughe contro ventiquattro ore fatte di impegni, problemi, risate, lavoro,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;palpebre sbattute, suoni, immagini, traduzioni, la chiave del portone che si spezza nella serratura,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;l'auto che non parte, i regali di natale... anche questo è Taman', &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;il gap che ci impedisce di credere e dedicarci a ciò che davvero è importante, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;la spaccatura di una decisione, comportarsi da persone serie o &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;pensare in altri termini a parole come arte, scrittura, rapporti sociali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;Quello che vedo oggi è una nuova lista di priorità sempre più meschine&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;e, badate, non è che l'intento sia scuotere coscienze o lanciare provocazioni di sorta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;Semplicemente osservo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;e quello che vedo, ancora una volta,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;sono solo pochi centimetri, quelli che bastano a tenerci&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;lontani dal suolo, quelli a cui ci aggrappiamo ogni volta che&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;le nostre azioni vanno in una direzione opposta alla normalità,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;al comune buon sentire...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;Taman' è la figura retorica verso l'immaginifico e il fantastico,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;ciò che appare irreale tanto è impossibile e, ugualmente,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;è l'accettazione scontata e silenziosa di ciò che ci sembra lontano,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;quella fatta con un'alzata di spalle prima di proseguire sulla nostra strada.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;Questo è il dubbio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;Questo è Taman'.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3184601303107651181-7120113415332305477?l=tamanilfantastico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/feeds/7120113415332305477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3184601303107651181&amp;postID=7120113415332305477' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/7120113415332305477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3184601303107651181/posts/default/7120113415332305477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tamanilfantastico.blogspot.com/2007/12/i-miei-capelli-sui-tetti-di-taman.html' title='i miei capelli sui tetti di Taman&apos;'/><author><name>clara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13788822579262433790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/-O45AbDTasrM/TkV6DW6d5II/AAAAAAAAAMY/Ek3BT1wu6HE/s220/Foto%2B183.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry></feed>
